domenica 13 aprile 2008

RECENSIONE DI GIANLUCA RUGGERI

Il senso del tempo che passa, il sapiente uso delle immagini, tese a regalare fotografie dell'anima, sono le prime sensazioni stimolate dalla lettura delle liriche di Francesca Panzacchi.
La paura di non riuscire a cogliere al pieno le sfumature della vita è lo stimolo a godere di ogni regalo della natura e del destino. Alla lucida accettazione del dolore, frutto di un riverente fatalismo, fa da contraltare il rifugio in ricordi ristoratori, destinati a cedere il passo alla speranza e alla ricerca di un ago, per pungersi e sentirsi vivi...e il filo è l'amore.
Il sapiente uso della metafora rende gradevole e a tratti emozionante la lettura delle liriche di Michele Stuppiello. Un viaggio nel proprio inconscio, alla ricerca di archetipi, di radici a cui aggrapparsi e alimentarsi. A stimolare l'introspezione del lettore è una fantasia non comune, preziosa compagna di avventura e fonte inesauribile di immagini.

Gianluca Ruggeri, docente di Psicologia dell'Arte e della Letteratura, Università di Bologna.

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